abito-tropicana

Pucci: Print Master / Maestro delle stampe

Il nome di Emilio Pucci è sinonimo di stampe geometriche che donano fascino ad ogni indumento prodotto dalla casa di moda fiorentina, e rendono questo marchio visionario uno dei più appropriati a figurare all’interno della mostra del Museo del Tessuto di Prato che ci guida nel rintracciare la storia dei grandi marchi italiani.

L’aristocratico fiorentino, dallo spiccato senso estetico, fece il suo ingresso nel mondo della moda attraverso le pagine di Harper’s Bazaar sotto forma di un’innovativa tuta da sci disegnata per un’amica e sfoggiata nel 1947 sulle sponde dello Zermatt. E’ grazie a questo capo che il mondo scoprì l’occhio di Pucci per una donna moderna e attiva.

Importante protagonista per il successo della casa di moda è stata la residenza della famiglia Pucci, un palazzo di epoca rinascimentale nel cuore di Firenze, che divenne la sede centrale dell’azienda. Uno spazio dove la stampa, e i clienti, potevano andare liberamente per ammirare gli abiti e l’architettura.

Il Palazzo Pucci ha aiutato a far evolvere il marchio da abbigliamento da sci chic ad un impero che includeva pret a porter, costumi da bagno, scarpe ad anche arredamento; tutto però subito riconoscibile dalle famose stampe Pucci.

Nel 1950 Emilio Puci aprì una boutique a Capri, ed è qui che i suoi disegni iniziarono ad assumere forme mediterranee. Un insieme esuberante di colori accostati a forme di vario tipo e dimensioni che creano l’illusione di un kaleidoscopio da indossare. Le stampe femminili e le forme leggere trasformano i vestiti in jersey di seta, gli abiti sportivi di stile resort e gli abiti da sera in must have nel guardaroba della donna moderna.

Uno dei pezzi più famosi dell’immaginario colorato di Emilio Pucci è il leggero abito di seta “Tropicana”, presentato nella sua edizione in miniatura all’interno della mostra “Vintage. L’irresistibile fascino del vissuto” al Museo del Tessuto di Prato fino al 30 maggio 2013.

Creando un’armoniosa unione tra estetica vintage e tessuti moderni, le iconiche fantasie degli abiti di Emilio Pucci vanno molto al di là di cosa è “in” e cosa è “out” rendendo le sue stampe un punto di riferimento nell’universo del vintage fashion.

***

Emilio Pucci is a name synonymous with geometric prints that cast a charm on every garment the Florentine fashion house produces, making this designer the ideal visionary to feature in the Prato Textile Museum’s exhibition that leads us to retrace the history of great Italian brands.

Discovered on the slopes of Zermatt in 1947, the Florentine aristocrat’s aesthetic genius made its way onto the pages of Harper’s Bazaar in the form of an innovative ski suit designed for a female friend.  This is where the world discovered Pucci’s eye for the modern, active woman.

A key player in the fashion house’s success, the Pucci family palace, a Renaissance-era palazzo in the heart of Florence, became the label’s headquarters.  A place where press and clients could come and admire the clothing and architecture, the Pucci palace helped take the label from chic ski garb to an empire including ready-to-wear, swimwear, shoes and even home décor – all garments instantly recognizable as Pucci’s renowned print.

In 1950 Emilio Pucci opened a boutique in Capri, and this is where his designs began to take their Mediterranean shape.  An array of exuberant colors juxtaposed in various shapes and sizes create the illusion of a wearable kaleidoscope.  The prints feminine and free-spirited shapes transform silk jersey dresses, resort-style sportswear and evening gowns into must-have pieces for the modern woman.

Among his most famous pieces is the iconic, silk-wrap dress featured in a miniature edition in the Prato Textile Museum’s exhibition “Vintage. L’Irresistible Fascino del Vissuto.” 

Creating a harmonious marriage between vintage aesthetic and modernized textiles, Emilio Pucci’s iconic print dresses transcend far beyond what is “in” and what is “out” – making his signature print dress a standout in vintage fashion.

 

© 2012 Vintage - Museo del Tessuto