La Mostra

La mostra intende raccontare per la prima volta come la pratica dell’usato, fortemente radicata nell’ambito della storia dell’abbigliamento e del  tessuto, sia stata capace nel tempo di caricare i concetti di vissuto e second hand di un irresistibile fascino generando un vero e proprio fenomeno di costume.

Attraverso un percorso tematico sostenuto da precisi riferimenti cronologici, il progetto non intende limitarsi ad una semplice esposizione di abiti e accessori accomunati dall’appartenere al passato della moda, ma cerca di rintracciare origini, sviluppi e motivazioni che hanno fatto del vintage un elemento quasi indispensabile nella progettazione contemporanea della moda e del tessuto.

Il piano espositivo di “Vintage. L’irresistibile fascino del vissuto” si articola in quattro differenti sezioni con oltre 100 oggetti, tra capi d’abbigliamento e tessuti, esposti, occupando sia parte del suggestivo ambiente della Sala Storica che le ampie sale del primo piano del Museo, per un totale di circa 800 metri quadri di esposizione.

Dai particolari costumi antichi e dai preziosi manufatti tessili che raccontano della prassi di riadattare capi e tessuti per dare loro nuova vita e diversa funzione, al ruolo centrale di Prato nell’ambito del riuso della fibra e nella raccolta di enormi quantità di capi usati provenienti da tutto il mondo. Jeans d’annata, capi militari e oggetti curiosi emersi dalla cernita ispirano suggestioni di un vero magazzino pratese dell’usato supportati da documenti video e da contenuti multimediali.

Filmati d’archivio e interviste a protagonisti come Giovanni Masi, figura pioneristica che già dagli anni Settanta contribuì ad imporre su scala nazionale i magazzini dell’usato di Prato e entusiasta promotore di progetti ed eventi sul territorio legati al tema del vintage come quella presentata oggi.

E ancora, dalle “divise” second hand – simbolo dei movimenti giovanili e di protesta – dal denim usurato e dalle uniformi personalizzate, dagli abiti folk e dai completi hippie carichi di valori culturali al crescente interesse che diventa passione per alcuni pionieri del settore, dando vita – al fianco di notevoli raccolte private – a vere e proprie collezioni vintage.

L’attenzione sempre più evidente per il glamour, la qualità e il potere evocativo di capi e accessori del passato da parte del mercato e dei media spinge quindi le grandi maison a valorizzare il proprio patrimonio di stile costituendo, quando possibile, dettagliati archivi d’azienda e parallelamente proponendo sul mercato riedizioni e nuove interpretazioni di pezzi icona che hanno reso celebre la storia delle maison stesse.

Questa incredibile passeggiata nell’evoluzione dello stile vintage e dei valori ad esso associati nel tempo è stata possibile grazie alla collaborazione con A.N.G.E.L.O. Vintage Archive, uno degli archivi vintage italiani più rilevanti e documentati, e alla disponibilità di prestigiose case di moda come Gucci, Salvatore Ferragamo, Pucci e Max Mara e dell’Archivio Osti.

In occasione dell’apertura della mostra sarà inoltre disponibile il catalogo “Vintage. L’irresistibile fascino del vissuto” che il Museo del Tessuto ha realizzato in collaborazione con la casa editrice Silvana Editoriale.

Vintage: the irresistible charm of the past

A unique voyage through the history of the latest trend in contemporary fashion and a rare chance to savour the evocative power of the style of yesteryear: these are the opportunities offered by Vintage: the irresistible charm of the past, an exhibition organized by Prato Textile Museum and A.N.G.E.L.O. Vintage Archive with the participation of leading international fashion labels.

Located in over 800 square metres of prime museum space, the exhibition includes over 120 items of clothing, accessories and textiles illustrating how usage endows vintage and second hand clothing with an irresistible charm which only experience can generate.

The exhibition explores three different aspects of the phenomenon of vintage style with a view to outlining its development and the reasons why it has become an almost indispensable element of fashion.

  • The reuse of fabrics and clothing in the history of textiles;
  • The reuse of second hand fabrics as raw materials in Prato;
  • From second hand to vintage: a question of style;

In addition, the exhibition also focuses on other essential aspects of the vintage movement such as the absorption of street fashion into haute couture, the contribution of professional and amateur vintage collectors, the pride placed by fashion houses in their corporate archives, the concept underlying the success of vintage fashion, the celebration of vintage in the media and the use of state of the art technology to imitate vintage effects.

Denim and military jackets, symbolic parkas, flowing hippie robes, Dior, Cardin, Balenciaga, and Chanel tailoring from the 1950s and 1960s and the creations of Valentino, YSL, Thierry Mugler and Issey Miyake from the 1980s and 1990s, as well as such iconic fashion items as Gucci’s Flora headscarf and Bamboo Bag, Salvatore  Ferragamo’s timeless footwear, Pucci’s patterns and fluid lines and Max Mara’s coats illustrate just how the success of luxury vintage fashion has influenced haute couture both directly and by enhancing the value of the stylistic heritage of the various maisons in such a way as to enable them to propose both re-editions and new interpretations of historic designs.

 

 

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