Percorso espositivo

Piano espositivo della mostra

 

Sezione 1

 

La pratica dell’usato nella storia del costume

In epoca storica il costo delle materie prime e delle lavorazioni necessarie per realizzare un abito erano talmente costose da renderlo un bene prezioso anche dopo il suo utilizzo. La pratica del riuso era quindi comune a tutti i ceti sociali. La sala storica del Museo espone alcuni casi esemplari di questa usanza, dal recupero del tessuto all’adattamento delle fogge.

Sezione 2

 

Usato come materia prima: la tradizione di  Prato

Il recupero degli abiti usati è la base della più tradizionale attività tessile di Prato. Se nel secondo dopoguerra montagne i stracci arrivavano a Prato da tutto il mondo per essere trasformati in nuovi tessuti, negli anni Settanta i magazzini diventano la meta di molti anticonformisti in cerca di capi ‘cult’. Oggi l’usato selezionato è una realtà diffusa sul territorio e i magazzini sono delle vere e proprie officine creative.

Sezione 3

Dall’usato al Vintage: questione di stile

Il termine vintage ha nel tempo influenzato gli ambiti più diversi, dalla moda all’arredamento, dal design alla musica, fino al cibo e oltre. L’esposizione ripercorre i passaggi fondamentali che, nella moda, hanno trasformato il second hand in vintage.

3.1 – DALLA MODA DI STRADA ALL’ALTA MODA

Negli anni Sessanta e Settanta i valori proposti dai giovani vengono espressi da un nuovo abbigliamento, che fa apparire antiquata l’immagine di eleganza proposta dall’alta moda. L’abbigliamento usato diviene la divisa anticonformista per eccellenza e diventa ispirazione per i fashion designer più d’avanguardia.

3.2 – COLLEZIONARE PER MESTIERE E PER PASSIONE

Gli anni Ottanta segnano un calo di interesse per l’abbigliamento usato e le raccolte di capi second hand diventano soprattutto oggetto di conservazione: nascono così gli archivi specializzati nel vintage che diventeranno presto punti di riferimento per la moda, il cinema e il teatro.

3.3 – L’ORGOGLIO DEL PASSATO

Negli anni Novanta le grandi maisons della moda, cavalcando l’onda di interesse verso i capi storici, iniziano a proporre rivisitazioni dei loro prodotti d’eccellenza. Hermes, Chanel, Max Mara, Salvatore Ferragamo, Gucci e Emilio Pucci sono esempi indiscussi di come il passato possa essere la chiave di successo di un brand.

3.4 – IL VINTAGE CONCETTUALE

In anni recenti il vintage ha conosciuto un’evoluzione ‘concettuale’: alcuni designer, come Martin Margiela, utilizzano gli abiti usati come materie prime per creare nuovi capi che si avvicinano a vere e proprie opere d’arte contemporanea.

3.5 – IL FENOMENO MEDIATICO

Quello che oggi contraddistingue il vintage è la grande velocità e l’ampia diffusione con cui questa tendenza ha assunto i connotati di fenomeno mediatico. Personaggi pubblici, cinema, TV, blog e social media hanno contribuito a vario titolo a promuovere un’immagine di eleganza non più legata al nuovo ma ad una sapiente scelta del passato.

Sezione 4

 

Imitare il tempo: degradi ”ad arte”

Il fascino dell’usura naturale di un capo d’abbigliamento è talmente potente da essere stato volutamente riprodotto in diverse epoche storiche. Dagli antichi tessuti ‘stratagliati’ alle contemporanee tecniche di finissaggio, la fascinazione per l’invecchiamento artificiale di un abito si sono evolute oltre i limiti della natura, con risultati estetici di grande impatto.

 

© 2012 Vintage - Museo del Tessuto